IL PROGETTO

Chi l’ha detto che la storia è noiosa? Dipende da come la racconti, e noi di Storia&Narrazione lo facciamo meglio.

Era il 2007 quando abbiamo cominciato a pensare che per raccontare la Storia con la ‘S’ maiuscola, quella dei manuali, per intenderci, fossero necessarie altre cose, oltre alle date, ai fatti, ai nomi dei grandi personaggi: ad esempio le storie, quelle con la ‘s’ minuscola, le storie degli uomini e delle donne che la storia l’hanno solo vista passare, che a volte ne sono stati sfiorati, o colpiti, o anche sconfitti, più spesso ignorati. E anche fonti diverse, oltre ai documenti degli archivi e delle biblioteche: musica, immagini, storie private, diari, memorie, romanzi, poesie. E infine qualcosa che nessuno si aspetterebbe di trovare, ascoltando raccontare la Storia: le emozioni.

E così è nata Storia&Narrazione”, qualcosa a metà tra la performance teatrale e la vera e propria lezione, capace di uscire dalle aule e dai convegni accademici per farsi esperienza di apprendimento e godimento, qualcosa di così innovativo che c’è voluto qualche tempo e un nome nuovo per definirlo: historytelling. Al centro della scena, dentro la cruda materia dei fatti e di ciò che è accaduto, si sente ogni volta pulsare la vita, come era, come è cambiata; i sentimenti di chi c’era, di chi ha lasciato una traccia e di chi è stato testimone.

In questi anni, ad ogni stagione, il pubblico è cresciuto, e l'entusiasmo anche. Il che significa - prima di tutto - una cosa: la Storia non è per nulla noiosa, se sai come raccontarla. 

PROSSIMAMENTE

Muri. Storie di umanità divisa:

dalla Muraglia cinese a Banksy

10 febbraio 2020, 20:30

@TEATRO CARCANO

di e con Paolo Colombo 

con disegni dal vivo di Michele Tranquillini

 

Per un breve momento della nostra storia, alla fine del ‘900, abbiamo creduto in un futuro dove non ci sarebbero più stati muri. D’altra parte, muri che ci sembravano indistruttibili si erano rivelati inaspettatamente fragilissimi ed erano clamorosamente caduti. E invece le cose sono andate diversamente.

Perché il mondo odierno ci restituisce una immagine così divisa, frammentata, segmentata da ogni tipo di muro? Forse è giusto porsi questa domanda.

Attraverso le parole di Paolo Colombo e nella magia dei disegni di Michele Tranquillini è possibile vedere muri che crescono e che cadono, ascoltare le storie di coloro che vivono alla loro ombra, distinguere i segni e i di-segni che li ricoprono, capirne il senso e talvolta l’assurdità: dal Vallo di Adriano alla Muraglia cinese, dal Muro di Berlino alle pareti dei luoghi sacri di Gerusalemme. Perché la storia umana, fin dall’antichità, è in realtà costellata da muri. “Se i muri potessero parlare…”, si usa dire. In questo eccezionale History telling, i muri ci parlano: della nostra storia, dei nostri limiti, delle nostre aspirazioni. Ci parlano di noi.